L’Universo ci manda continuamente dei segni e la vita è una straordinaria maestra. Molto spesso, però, presi dalla nostra routine, dalle nostre convinzioni rigide o dalla fretta, non ce ne accorgiamo. Trascuriamo gli insegnamenti e gli aiuti che ci arrivano nei momenti di bisogno, aspettandoci risposte spettacolari invece di notare le opportunità quotidiane.
Per capire meglio questo meccanismo, c’è una storia molto significativa che vale la pena raccontare.
La tempesta e il piccolo paese di montagna
In un piccolo paesino di montagna abitato da circa duecento persone viveva un prete dalla fede incrollabile. Un giorno, durante la messa domenicale, iniziò a piovere a dirotto. Vedendo l’intensificarsi del maltempo, il prete invitò tutti i fedeli a tornare nelle proprie case per ripararsi.
La pioggia, tuttavia, non smise di cadere. Continuò per giorni con una violenza tale da spazzare via molte abitazioni. Per salvarsi, le famiglie del paese si radunarono nella chiesa, che era situata nel punto più alto, in cima alla montagna. Lì, guidati dal prete, iniziarono a pregare con fervore. Ma l’acqua continuava a salire, fino a penetrare all’interno dell’edificio.
I tre tentativi di salvataggio
Il giorno seguente, quando la situazione sembrava ormai disperata, arrivarono i soccorritori a bordo di alcune barche. Portarono in salvo prima i bambini, poi le donne e infine gli uomini. Un solo uomo si rifiutò ostinatamente di salire: il prete.
“Dio mi salverà,” ripeteva con convinzione ai soccorritori, decidendo di rimanere da solo nella chiesa allagata.
Il prete continuò a pregare affinché la pioggia cessasse, ma l’acqua non accennava a diminuire. Dopo due giorni, una seconda imbarcazione si avvicinò alla struttura. I soccorritori lo implorarono di salire per mettersi in salvo, ma la risposta fu sempre la stessa: “Non temete, Dio provvederà alla mia salvezza.”
I giorni passavano e la situazione peggiorava. Il prete fu costretto a salire sul punto più alto del campanile. Mentre era lì, immerso nella preghiera, giunse una terza e ultima barca. Gli operatori gli gridarono che quella era l’ultima occasione per potersi salvare. Il prete, irremovibile, insistette ancora una volta sul fatto che Dio lo avrebbe salvato direttamente.
Il giorno dopo, l’acqua sommerse completamente il paese e il campanile: il prete morì annegato.
L’incontro in Paradiso
Giunto in Paradiso, il prete si presentò al cospetto di Dio con un velo di rabbia e delusione:
“Io sono sempre stato un tuo servo fedele, ti ho pregato insistentemente affinché mi salvassi… perché hai preferito lasciarmi morire?”
A quel punto Dio, guardandolo negli occhi con immensa dolcezza e fermezza, rispose:
“Figlio mio, io ti ho mandato ben tre imbarcazioni per poterti salvare. Sei stato tu a scegliere di non vedere che quegli aiuti venivano da me.”
La lezione per la nostra vita quotidiana
Quante volte ci comportiamo esattamente come il prete di questa storia? Chiediamo un cambiamento, una soluzione a un problema o un aiuto al destino, ma ci aspettiamo che arrivi esattamente come lo abbiamo immaginato noi.
Gli aiuti della vita e i segnali dell’universo raramente arrivano con effetti speciali. Più spesso si presentano sotto forma di:
Rimanere ciechi davanti agli aiuti reali solo perché diversi da come li attendevamo è il modo migliore per rimanere bloccati. La prossima volta che chiedi una risposta alla vita, guardati intorno: la tua “barca” potrebbe essere già lì ad aspettarti.
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